Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

Prevenzione e sicurezza del territorio: il ruolo strategico degli ingegneri

Il dissesto idrogeologico continua a produrre effetti rilevanti sul territorio italiano, mettendo a rischio persone, edifici e attività economiche, con un susseguirsi di eventi franosi e alluvionali sempre più frequenti, anche in conseguenza dell’aumento degli eventi meteorologici intensi.

In questo contesto, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ritiene non più rinviabile una riflessione strutturale sul tema della prevenzione e della sicurezza del territorio.

Le frane, le alluvioni e i fenomeni di instabilità che si ripresentano con crescente frequenza non possono essere considerati emergenze imprevedibili. Essi sono, al contrario, il risultato di processi noti, di una pressione antropica crescente e, soprattutto, della presenza di un patrimonio edilizio e infrastrutturale spesso localizzato in aree a pericolosità elevata, la cui vulnerabilità non è stata adeguatamente affrontata nel tempo.

La riduzione del rischio non può prescindere dal rafforzamento delle competenze tecniche all’interno delle amministrazioni pubbliche. Le risorse economiche destinate alla mitigazione del rischio esistono, ma senza uffici tecnici strutturati e senza figure specialistiche adeguatamente coinvolte, tali risorse rischiano di non tradursi in interventi concreti ed efficaci.

Gli ingegneri svolgono un ruolo centrale nella valutazione del rischio sismico e idrogeologico, nell’analisi della vulnerabilità del costruito, nella progettazione degli interventi di messa in sicurezza e nel controllo delle trasformazioni del territorio. La prevenzione richiede un presidio tecnico stabile e continuo, in grado di coordinare competenze, conoscenze e responsabilità operative.

Un principio fondamentale della prevenzione è la conoscenza. Conoscere la pericolosità delle aree, disporre di una mappatura aggiornata dei fenomeni noti e valutare lo stato di sicurezza di edifici e infrastrutture significa poter intervenire prima che il rischio si trasformi in danno.

In questa direzione, è necessario individuare strumenti operativi capaci di raccogliere in modo sistematico le informazioni sul territorio e sul costruito, rendendo trasparente lo stato di sicurezza degli edifici e favorendo interventi programmati e tempestivi.
La sicurezza non è un atto isolato, ma un processo che accompagna l’intero ciclo di vita delle opere.

I dati disponibili delineano uno scenario che non può essere ignorato: in Italia oltre 1,2 milioni di persone vivono in aree a rischio frane e più di 6,8 milioni in aree a rischio alluvioni. Centinaia di migliaia di edifici e numerose attività economiche risultano esposte a pericoli noti. Ogni singolo dato rappresenta una potenziale emergenza futura.

La risposta non può limitarsi a interventi puntuali, ma deve fondarsi su azioni strutturate, basate sulla conoscenza del territorio e del costruito. In alcuni casi, ciò implica anche la necessità di informare tempestivamente la popolazione sui rischi cui è esposta e, laddove non sia possibile un’efficace mitigazione, valutare soluzioni di delocalizzazione di attività, abitazioni e beni.

In questo quadro, risulta fondamentale la creazione di un presidio tecnico strutturato, una vera e propria regia unitaria all’interno della quale far convergere le competenze necessarie — ingegneristiche e multidisciplinari — per affrontare quella che può essere considerata la più grande opera ingegneristica del Paese: la mitigazione del rischio idrogeologico.

Gli ingegneri, per competenze e responsabilità, sono chiamati a essere protagonisti di questo cambiamento, mettendo a disposizione delle istituzioni il proprio contributo tecnico e culturale.

La prevenzione è anche informazione. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di conoscere le caratteristiche dei territori in cui vivono e i potenziali rischi associati agli immobili.
La casa rappresenta il principale investimento economico, materiale e sociale per le famiglie: nessuna scelta realmente consapevole può prescindere da informazioni chiare e comprensibili sulla pericolosità naturale delle aree.

Integrare in modo sistematico le valutazioni tecniche nei processi decisionali, negli strumenti urbanistici e negli atti amministrativi significa tutelare le persone e ridurre, nel lungo periodo, anche l’impatto economico e sociale delle emergenze.

La sicurezza del territorio richiede scelte nette e una visione di lungo periodo: investire stabilmente nelle competenze tecniche, affrontare in modo strutturale la vulnerabilità del costruito esistente, evitare nuovi insediamenti in aree fragili e promuovere la rigenerazione in sicurezza dell’esistente.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ribadisce il proprio impegno sul tema del rischio idrogeologico e la piena disponibilità a collaborare con istituzioni e amministrazioni affinché la prevenzione e la sicurezza del territorio diventino una priorità strutturale e permanente, nell’interesse dei cittadini e delle generazioni future.